Storia della BMW R69S – by Ger. « BMW MOTORRAD CLUB ROMAGNA

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Storia della BMW R69S – by Ger.

Ci sono moto, nella storia della BMW, che per una riuscita miscellanea di eventi, caratteristiche estetiche e prestazioni sono assunti al ruolo di emblemi.
E’ stato così per la R 2, la “moto del poplo”, le “BMW più belle di tutti i tempi”, per la sportiva R 68, la “moto delle 100 miglia”. Tra queste anche la R 69 S, la “moto dei sogni” . degli appassionati di allora, che difficilmente negli anni Sessanta potevano permettersi una moto che costava 4.030 marchi (in Italia quasi 1 milione di lire, la moto più costosa dell’epoca, seconda solo alla MV 600 quattro Cilindri che costava 1.050.000 Lire) e degli appassionati di oggi, che inseguono l’ammiraglia BMW come tassello fondamentale della propria collezione.

La R 69 S ottenne subito i favori del pubblico per la sua spiccata propensione al mototurismo di largo raggio, affrontato a medie sconosciute per l’epoca.

Il binomio velocità e affidabilità aveva trovato nella nuova supersportiva della Bayerische Motoren Werke la sua concretizzazione, che non disdegnava fugaci quanto vincenti apparizioni in pista, come in occasione della 1000 Chilometri di Silverstone (proprio in casa delle rivali Norton e Triumph) e del Bol D’Or 24 Hour vinto nel 1960 sul circuito di Montlhéry, battendo il record mondiale della sua classe.

Questo modello è stato anche il primo nella storia della casa di Monaco, se si escludono le personalizzazioni militari, a poter contare su una colorazione diversa dal tradizionale nero (solo la terza serie della R 2 aveva avuto una livrea bicolore grazie all’elegante blu del serbatoio).
Infatti, gli acquirenti della R 69 S potevano scegliere anche l’Alpen Weiss con filetti neri, un bianco intenso che caratterizzò poco più del 6% della produzione, colore così semplice ma vistoso che valse alla R 69 S il soprannome di “Balena Bianca”.
A onor del vero, esistono “ufficiosamente” anche altri due colori: rosso e bianco-crema, cromie che furono però utilizzate solo per una ridottissima fornitura di R 69 S.

Nel corso degli anni furono pochi gli interventi migliorativi che la riguardarono; tra questi, uno smorzatore di vibrazioni montato a partire dal 1963 (soluzione che però nel corso del tempo creava una rumorosità talmente elevata da costringere la maggior parte degli utenti a eliminare il volano stesso), l’aggiunta di un ingrassatore posizionato sul tubo trasversale del forcellone e l’utilizzo di molle anteriori più rigide.

La R 69 S fu anche la prima BMW a poter contare su un lungo elenco di optional. Tra questi, i serbatoi maggiorati (quello da 24 litri prodotto dalla BMW e dalla Hoscke, quello da 36 litri commercializzato dalla Schorsch Meier), la vasta scelta di selle in alternativa al sellone sportivo biposto disegnato dall’ex campione Schorsch Meier (sia la Denfeld che la Pagusa realizzarono la sella singola per il pilota e per il passeggero, quest’ultima provvista di maniglione e mollone di sospensione regolabile, così come il sellino posteriore imbottito e incernierato alla sella principale che si ispirava al celebre Rennbrotchen), l’archetto cromato da applicare al faro anteriore, i contagiri VDO e Smith scalati fino a 8000 giri/min, il telaio paramotore in tubi cromatI, alcuni particolari lucidati (tra questi i tappi delle estremità delle pedane e i cappucci superiori degli ammortizzatori), il tappo del serbatoio dotato di serrature, i copriserbatoi in pelle, la coppa dell’olio maggiorata, le carenature per migliorare l’aerodinamicità. Discorso a parte meritano i manubri, che era possibile trovare in tre diverse configurazioni: standard europeo, tipo America alto e modello Magura con stecca cromata tra le due curve.
Era infine possibile montare un complesso di scarico con due collettori che confluivano in un tubo che a sua volta terminava in una marmitta rialzata sul lato destro.

Dal 1967 al 1969, la R 69 S venne venduta anche sul mercato americano con la sigla R 69 US (1003 le unità vendute), presentando tutte le modifiche previste per il modello export: forcella teleidraulica, manubrio alto, sellone lungo e diversa configurazione della staffa di sostegno del parafango anteriore.

DATI TECNICI:

MOTORE: bicilindrico da 594 cc, valvole in testa
CICLISTICA: telaio tubolare saldato
POTENZA: 42 CV 7000 g/m
TRASMISSIONE: albero cardanico
ANNI DI PRODUZIONE: 1960-1969
UNITA’ PRODOTTE: 11.317

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