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Friuli – Slovenia – Croazia

28-29-30 Aprile / 1 Maggio
L’anima del Club

Cantine del Collio Friulano e Penisola d’Istria
18 AMICI

12 MOTO
2 CANTINE VINICOLE
3 STATI UNITI DAL SOLE, DAL VINO, DAL MARE

Partenza da Forlì con destinazione la laguna di Grado nel Friuli.
Una
città antica che narra un passato lontano che si intreccia con quello di Aquileia e di Venezia. Della prima fu porto marittimo, rifugio e infine rivale. Della seconda è “madre” in senso storico e religioso, avendole trasmesso il prestigioso titolo patriarcale. I vescovi di Aquileia eressero le splendide chiese che caratterizzano il centro storico. Basilica della Corte, la Basilica di S. Eufemia e il campanile medioevale sulla cui sommità svetta l’inconfondibile Angelo (Anzolo) segnavento, dono veneziano e simbolo, ormai, di tutta la comunità di Grado.


Dopo la visita alle bellezze artistiche il gruppo si mette in cerca di un degno riposo per il fisico e ristoro per il pancino, visto che siamo avvezzi a praticare l’usanza del pranzo di mezzodì.
Il Kavaliere, andato in avanscoperta per tempo, ci fà un resoconto millesimato dei ristoranti che potrebbero essere adatti ad allietare il romagnol palato.
La scelta cade su un locale  in stile tardo new-dada dal menù classicheggiante, calamari con asparagi e  boreto gradese, il brodetto tipico della laguna. Il tutto bagnato da un buon bianco profumato e ruffiano.
Il buon Ciro ci ha raggiunti direttamente da Toni, il nome del locale, avendo sforato la partenza mattutina, recuperando poi con la solita tirata da straccio di patente.

Dopo Grado si va per Cormons dove ci aspetta la visita dell’Abbazia di Rosazzo, depositaria secolare dei vini del Collio.

Dopo una prece nella chiesa, per noi avvinazzati la vecchia cantina dell’Abbazia di Rosazzo è una chicca che abbiamo potuto visitare grazie alla cortesia della Signora Felluga.

Bella la posa dei sirenetti bmwuisti nella terrazza sui vigneti.

E bello anche il Kava che ha potuto sorvolare i vigneti del Collio con un biplano di epoca al lui molto congeniale.

Poi per concludere la giornata siamo stati rapiti dai vini della Cantina di Livio Felluga, con una degustazione di tutta la loro produzione.

Non è stato facile portare a termine questa impegnativa giornata, anche perchè il vino noi lo beviamo, la degustazione ci fà una pippa.
Nella Osteria Terra e Vino della famiglia dei vignaioli giuliani si è conclusa la nostra prima giornata a moto, a vino e nella sera speriamo fiduciosi all’eccetera.

Il secondo giorno è cominciato bene con Ciro e il nobile Kavaliere che se sono iti per le montagne isonzane fino Kobarid, mentre il gruppo si è diretto su Gradisca d’Isonzo, uno dei borghi più belli d’Italia.


Gradisca è caratterizza da una fiorente ricchezza di risorse culturali espresse nei diversi palazzi e strutture storiche, testimonianza dei tre principali periodi che hanno mutato la città: il Quattrocento veneto, il Seicento austriaco; l’Ottocento asburgico e il Novecento italiano.
Girovagando tra i palazzi nobiliari del centro siamo stati colpiti dalla eccentrica somiglianza di un Faccino di Putto da portone, in pietra istriana, con un menbro anziano del nostro club, anche lui di radici friulane.

Partiti Da Gradisca ci siamo diretti verso il Sacrario di Redipuglia, ma il destino beffardo ci ha portati verso Gorizia, opposta di direzione, per poi riportarci a Gradisca, e poi di nuovo verso Trieste per tornare a Gradisca.
Dopo 14 volte che siamo passati dalla stessa piazza, dove ormai non avevamo più nulla da apprendere, abbiamo spento i navigatori e consultando cartina e bussola ci siamo diretti a sud ovest dove dopo 5 minuti abbiamo raggiunto al meta.
Si vede che anche i navigatori stanno cancellando dalla memoria l’assurda follia umana.
Comunque, a noi il socio Valentini ci ha erudito sulla sacralità dei fini patriottici della grande guerra e sulla edificazione del Sacrario di Redipuglia voluta dal Mussolini a ricordo dei caduti nelle battaglie sul fronte carsico.

A Redipuglia ci hanno raggiunto gli amici da Forlì, che non sono potuti partire con noi il sabato, per andare tutti assieme a recuperare i due dissidenti persi nelle Alpi Giulie. L’appuntamento per il pranzo con degustazione vini era fissato alla Cantina Il Carpino , e qunado si parla di mangiare  e bere no c’è santo che tenga. Il fattore della azienda agricola ci ha accolto con una tavolata di prodotti locali genuini, dai salumi ai formaggi, dal pane alle frittatine, accompagnati da vini di alto bordo, Pinot Grigio, Merlot, Ribolla, Malvasia Istriana. La visita di obbligo alle cantine, con la decantazione delle caratteristiche visive, olfattive, gustative da parte della nostra socia sommelier Lorella, di una annata di Sauvignon, ha concluso la visita della Azienda Agrituristica Il Carpino.

Video 1

Video 2

Foto di rito e partenza per l’Istria.

Andando verso Porec siamo transitati per Gorizia, dove durante la visita del Castello a guardia delle anse del fiume Isonzo, siamo stati allietati dalle soavi melodie intonate dai vecchi antichi militi del nostro club.
Militi non ignoti e quindi perseguibili, che sono stati aiutati in questa esibizione canora, dall’alto tasso di alcol presente sul piazzale del castello.

Non potevamo farci mancare un saltino in Piazza Unità d’Italia a Trieste, che fino al 1915 è stata il salotto sul mare dell’Impero Austro Ungarico. Palazzi dei Lloyd Marittimi, delle Generali, e poi uno di noi a Trieste ci ha passato i suoi primissimi anni di vita, mica da ridere.

Noterete anche voi la differenza tra il piccolo e il grande Sandro.  

Si riparte finalmente verso Porec, Parenzo per gli italiani, con direzione Slovenia e poi Croazia.
La giornata finisce nel tramonto sul mare Adriatico, insolito per noi che lo vediamo sorgere da queste acque.



Il terzo giorno inizia con la notizia che il nostro Sommelier ha mal digerito la cena.
VERSIONE UFFICIALE
Dopo una nottata insonne è stata chiamata la guardia medica che ha diagnosticato una leggera intossicazione da virus intestinale, forse dovuta ad una allergia croata che si manifesta sul soggetto 12 ore dopo lo sdoganamento. La prognosi purtroppo era di massimo riposo con il malincuore della nostra sommelier e del congiunto, che quasi piangendo per non poter essere dei nostri,  ci ha salutati sul piazzale del maestoso hotel.
VERSIONE UFFICIOSA
Dopo una giornata di libagioni alla trangugia e divora, tra lo sfrigolar di salsicce e lo sgorgar di vini, arrivati finalmente in hotel, ancora presi dai fumi degli alcoli, Sommelier e consorte si sono dati a una strascinata nottata di sesso sfrenato. Tanto che alla mattina non potendo giustificare le facce rilassate da mongolfiera felice si sono liberati del gruppo, ridandoci dentro poi di brutto fino al tardo pomeriggio.

Comunque, beati loro, il terzo giorno abbiamo girato e rigirato l’Istria alla scoperta delle sue perle
Vagato e rivagato, vagabondando a destra e a manca.
Rovigno, Pola, il Fiordo di Lemme.
Pola, il Fiordo di Lemme, Rovigno.
Dignano, Kanfanar, Rovigno.
Rovigno, Rovigno, Rovigno.

Alla fine, affamati e dopo un navigar per  terre desolate, a vaghe somiglianze pugliesi sotto il sole di agosto, abbiamo spento i navigatori e Ciro, che, forse preso da un crampo alla mano del gas, aveva preso a girare in tondo come a Nardò.

Guardacaso, appena fermati, una visione sulla nostra strada, come un miraggio nelle sabbie del deserto, ci aprì le menti a nuove scoperte.

E giù e ancor più giù.
Tra saltellar di grassi e lardelli, sfregolar di salsicce e risacche di birra
Risvegliammo il maiale che sonnecchia in ognun di noi.

E poi su e ancor più sù,
facce beate da BMW
con o senza elettrostimolazione


Dai… va mo là che l’abbiamo visitata l’Istria!
Rovigno, Pola e Montona le più gettonate.

Ed eccoci arrivati al quarto giorno con la partenza per il ritorno in Italia in ordine sparso.
Ultima tappa al Castello di Miramare  fatto costruire dall’Arciduca Ferdinando Massimiliano di Asburgo e dalla sua consorte Carlotta del Belgio come loro dimora abituale.

Vabbè diciamo penultima tappa, il Castello di Miramare.
Ultima tappa in una Osteria a Duino, giusto per non morire di fame.

Bel giro, bella compagnia, belle facce… da BMW!
E ciao a tutti.

Orco… cazzollina!
Dimenticavamo la foto con la bandiera, altrimenti chi lo sente il presidente, minchia!

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